Coltivazioni di vigna

I vini prodotti in Friuli Venezia Giulia sono il risultato di un terroir, vale a dire la combinazione di terreno – clima – vitigno, particolarmente favorevole. Le condizioni pedoclimatiche ottimali hanno permesso la coltivazione di vitigni autoctoni, ovvero nati e acclimatatisi al particolare condizioni pedoclimatiche o che vengono qui coltivati da tempi immemorabili, così come di altre varietà provenienti da diverse zone europee, che qui si sono ben adattate producendo dei considerevoli risultati in termini qualitativi.


La produzione friulana, rigorosamente contenuta in termini quantitativi, si caratterizza per la manualità delle vendemmie e per l'uso discreto delle più moderne tecniche enologiche; tradizione e modernità per mantenere l'integrità del prodotto,  garantire un alto standard qualitativo ma soprattutto regalare sensazioni uniche grazie alla secolare e felice interazione tra uomo-vitigno-territorio . I vitigni autoctoni coltivati nella zona Friuli sono la Malvasia, il Picolit, il Pignolo, il Refosco dal peduncolo rosso, la Ribolla gialla, lo Schioppettino, il Tazzelenghe, il Tocai friulano e il Verduzzo friulano. Alcuni di questi possono vantare oltre duemila anni di storia documentata, da quando i Romani, così narra Tito Livio nella sua storia di Roma, stabilirono la prima colonia nella zona di Aquileia.

Una tradizione di lunga data tramandata fino ai nostri giorni: basti pensare che attualmente il disciplinare di produzione Friuli annovera al suo interno il maggior numero di vitigni autoctoni in Italia.